Votata risoluzione ONU che apre a Patto mondiale ambiente

L'assemblea generale delle Nazioni Unite © EPA

ROMA - L'assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che rappresenta il primo passo verso la creazione di un Patto mondiale per l'ambiente.
    Con sette astenuti e cinque contrari (Stati Uniti, Russia, Turchia, Siria e Filippine), la risoluzione chiede al segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, di elaborare un rapporto per la prossima sessione dell'assemblea generale che inizierà a settembre, rapporto in cui si identificano e si valutano le possibili lacune nel diritto ambientale internazionale e nei relativi strumenti giuridici.
    E' inoltre istituito un gruppo di lavoro volto a discutere le possibili opzioni per affrontare le lacune eventuali. Obiettivo è formulare raccomandazioni all'assemblea nel 2019, che potrebbero comprendere una conferenza per "adottare uno strumento internazionale".

"Il deterioramento senza precedenti del nostro ambiente sta già causando centinaia di migliaia di morti dovute al riscaldamento planetario, all'inquinamento di aria e acqua, al peggioramento della biodiversità e del suolo", ha detto l'ambasciatore francese all'Onu, Francois Delattre, prima del voto. "Questi attacchi all'ambiente stanno colpendo in primo luogo le popolazioni più vulnerabili. Se non agiamo in modo deciso - ha concluso - ci esporremo a conseguenze disastrose: l'esaurimento delle risorse naturali, le migrazioni e un'ondata di conflitti".
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Da Ciclovia VenTo 2.000 occupati e 100 mln euro indotto all'anno Lavoro e turismo a impatto zero, si attende ok Regioni

"Indotto, inclusione sociale e tutela ambientale": le ciclovie "sono un'opportunità d'oro per cui il Paese non può più aspettare". Solo la VenTo, la ciclovia sull'asse Venezia Torino "porterebbe un indotto di 100 milioni di euro l'anno e 2.000 nuovi posti di lavoro". Poi l'appello, una provocazione mista alla speranza per cui "l'accordo tra le Regioni per il via libera alla fase di progettazione preliminare della VenTo possa arrivare il 5 giugno, Giornata Mondiale dell'Ambiente". E' quanto emerso nel corso di 'VenTo: La rivoluzione leggera a colpi di pedale', incontro organizzato dal Corpo forestale dello Stato (CFS) e dal Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi urbani, promotore del progetto VenTo, che si è tenuto presso la sede del CFS di Roma.

La VenTo collegherebbe Venezia a Torino, passando da Milano, Piacenza, Parma e Ferrara costeggiando il Po per 679 km tra parchi e aree protette, "esempio di una ciclovia interregionale - spiega Paolo Pileri, professore di progettazione e pianificazione urbanistica del politecnico di Milano - che coinvolgerebbe 10.000 aziende agricole tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna". Secondo Pileri "dopo l'ok del Governo e i fondi previsti nella legge di stabilità 2016, le Regioni interessate sono vicine ad una firma per il via libera alla fase di progettazione preliminare forse già il prossimo mese".

Giorgio Deligios, Vice questore aggiunto CFS in Lombardia che ha organizzato un servizio in bici di tutela per aree protette, ricorda che "il controllo delle aste fluviali è fondamentale anche per evitare il degrado ambientale dovuto all'abbandono dei territori che con VenTo sarebbero recuperati".

La VenTo, ribadisce Pileri "è l'esempio di come investire sulla ciclabilità sia economico: costa 80 milioni di euro come 2 km di autostrada" oltre ad essere "ecosostenibile, amica di turismo e lavoro"; "le ciclovie" conclude "sono una risorsa per cui oltre agli investimenti serve una rivoluzione culturale che parta dalla politica e dalle istituzioni"‎.
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Italiani tornano a legname, spese camino come rinnovabili

Gli italiani tornano ad accendere i caminetti al punto che il totale della legna bruciata ogni anno coincide con la spesa media destinato all'acquisto di energia elettrica e GPL. E' quello che si deduce leggendo gli ultimi dati Istat sul consumo medio annuale del legname usato nel nostro Paese per il riscaldamento domestico e l'acqua calda a uso sanitario.

"Non è poco perché in termini quantitativi - commentano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale CODICI e Luigi Gabriele, Responsabile Affari Istituzionali - vuol dire che l'anno scorso sono stati consumati 17 milioni di tonnellate di combustibile proveniente dai boschi pari a 3,2 tonnellate pro capite". Più di una famiglia su cinque fa uso di legna per scopi energetici mentre solo il 4,1% utilizza pellets. Il consumo di legna è più elevato nei comuni montani (oltre il 40% delle famiglie), in Umbria e Trentino Alto Adige (poco meno di una famiglia su due) e, particolarità. in Sardegna (39%).

Anche il Sud contribuisce con una media del 22% delle abitazioni che ne fa uso. Non solo: come nell'800 si va nel bosco a raccogliere la legna da ardere nel camino. La metà delle famiglie, infatti non acquista la legna dai rivenditori ma, forse per colpa della crisi economica, si arrangia, raccogliendo da sé le fascine. "Nonostante da anni si parli di tecnologie avanzate nel settore - concludono Giacomelli e Gabriele - e l'Autorità per l'energia spinga per il riscaldamento attraverso il consumo d'energia elettrica, i camini nelle case continuano ad ardere a più non posso. Non possiamo che essere soddisfatti per questa dinamicità con cui le famiglie italiane tengono puliti i boschi.

Tuttavia è necessario ricordare che i caminetti domestici vanno fatti controllare da ditte specializzate almeno una volta l'anno e che non è permesso bruciare legna trattata chimicamente perché tossica".
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