Ecco casi di meteoriti entrati in collisione con la Terra sono numerosi e alcuni sono molto antichi

Meteorite Russia, è esploso per nove volte. Hack: “Fenomeno molto strano” "Per non bruciare significa che i frammenti - sostiene l'astronoma - erano molto grossi; in caso contrario avremmo visto soltanto una scia luminosa, quella che tutti chiamano stella cadente". Per Giovanni Valsecchi, esperto di meteoriti dell'INAF-IAPS di Roma, le immagini della pioggia di detriti saranno utilissime per capire scientificamente l'accaduto.

 I casi di meteoriti entrati in collisione con la Terra sono numerosi e alcuni sono molto antichi. Il più famoso risalirebbe a circa 250 milioni di anni fa ed è considerato responsabile della cosiddetta estinzione del Permiano-Trassico, in cui vennero cancellate il 90 per cento delle specie viventi. A un altro meteorite, schiantatosi nella penisola dello Yucatan 65 milioni di anni fa, è attribuita un’estinzione di massa alla fine del periodo Cretaceo che portò alla scomparsa dei dinosauri terrestri Mesozoici. Il meteorite spazzo’ via dalla Terra i dinosauri e il 75 per cento delle specie viventi, tra il Cretaceo e il Terziario. In epoca moderna, gli impatti astronomici più rilevanti non hanno avuto queste disastrose conseguenze. 

 I precedenti 30 giugno 1908: sul fiume Tunguska, nella Siberia centrale, in Russia, esplode un frammento di ghiaccio della cometa Encke a 5-10 chilometri di quota, con una forza calcolabile in circa 3-5 Megatoni (pari a circa 300 bombe atomiche sganciate su Hiroshima). Il frammento abbatte 80 milioni di alberi su una superficie di 2.150 chilometri quadrati. Si stima che eventi del genere si verifichino ogni 300-600 anni. Ci furono migliaia di animali abbattuti e, stando alle testimonianze locali, molti cacciatori e abitanti di povere capanne feriti ed ustionati; ma, a quanto sembra, nessun morto. 

13 agosto 1930: una grande caduta meteoritica investe il corso del fiume Curuca, in Brasile, una zona chiamata, appunto, la “Tunguska brasiliana”. 

30 novembre 1954: è il primo caso conosciuto di persona colpita da un meteorite. A Sylacauga, in Alabama, una condrite di 4 chili buca il tetto di una casa e colpisce Ann Hodges che si trovava nel suo salotto, ferendola a un’anca. 

9 ottobre 1992: l’auto della signora Michelle Knapp di Peekskill, nello Stato di New York, è colpita in pieno da un meteorite di una dozzina di centimetri. 

 18 gennaio 2000: una sfera di fuoco esplose sopra la città di Whitehorse, nello Yukon canadese, a un’altezza di circa 26 chilometri, illuminando a giorno il cielo notturno. Si stima che il meteorite prodotto dalla palla di fuoco abbia 4,6 metri di diametro e un peso di 180 tonnellate. 

 15 settembre 2007: una condrite si schianta nei pressi del villaggio di Carancas, nel sud-est del Perù, vicino al Lago Titicaca, formando un cratere che presto si riempie d’acqua e spargeva gas mefitici attorno all’area circostante. Molti residenti dell’area si ammalano, apparentemente a causa dei gas nocivi emessi sprigionati dall’impatto. 

7 ottobre 2008: un meteorite classificato come 2008 TC3 viene rilevato nella sua traiettoria per 20 ore, mentre si avvicina alla Terra; impatterà nel deserto del Sudan dove verranno recuperati numerosi detriti. E’ la prima volta che un frammento di meteorite viene avvistato prima che raggiunga l’atmosfera. 

 21 novembre 2009: nel nord del Sudafrica venne avvistata una palla di fuoco, ripresa da telecamere delle polizie e probabilmente il meteorite colpisce un’area remota al confine con il Botswana. 
fonte: ilfatto quotidiano

Gastronomia: stagione ricca e boom cercatori funghi

Dopo la siccita' dell'estate 2012, una stagione concentrata ma ricca di funghi, porcini compresi e il raro 'ovulo buono'. Ed e' boom di cercatori che, nelle assolate giornate di settembre e ottobre, hanno fatto man bassa di specie fungine, mettendo pero' a volte a rischio la salute, al punto che, nel solo mese di ottobre, per sei volte si e' dovuto ricorrere a trapianto di fegato per epatiti fulminanti, mentre sono anche aumentati gli incidenti nei boschi, con feriti e vittime negli angoli piu' reconditi dei boschi o tra il fogliame umido. A fare il quadro della stagione di raccolta dei funghi e' Pierluigi Fedeli, comandante della stazione del Corpo forestale (Cfs) di Parma e micologo.

''Dal Trentino alla Puglia - dice il dirigente Cfs - sono aumentati a dismisura i cercatori. Negli anni e' diventata una moda e le belle giornate di settembre e ottobre hanno incentivato gli escursionisti. Spesso i cercatori occasionali sono un po' avanti negli anni, e si avventurano nei recessi piu' reconditi, lasciando il sentiero. E cosi' numerose sono le chiamate per cadute tra il fogliame scivoloso, talvolta con feriti, vittime o dispersi. Il bosco e' dunque un ambiente insito di pericolo per i micologi della domenica che poi devono essere in grado di evitare i rischi a tavola. Quest'anno si registra un aumento dei casi di avvelenamento, anche mortali, per l'incauto consumo. Ne bastano 50-60 grammi per produrre effetti letali''.

Simile all''ovulo buono', e' ad esempio la letale amanita muscaria (cappello rosso e pois bianchi) mentre altre tre amanite mortali crescono anche nel giardino di casa. Non esistono regole empiriche per stabilire la commestibilita' dei funghi: ''non e' vero - precisa Fedeli - che i funghi tossici vengono mangiati dalle lumache, ne' che quelli che nascono su tronchi e legno siano sicuri tour court, cosi' come quelli bianchi non sono sempre commestibili e non da' certezze neanche il cucchiaio d'argento che annerisce durante la cottura.

Per il benessere degli amici a quattro zampe, vanno poi evitati prove d'assaggio preliminari del cane''.

Ogni esemplare, ribadisce il forestale, va classificato con certezza e consumato solo se appartiene a specie eduli. Con l'alta frequentazione dei boschi i funghi commestibili vengono raccolti presto, e apparentemente si incontrano piu' specie velenose. Gli appassionati non devono poi fidarsi di "presunti esperti". Gli unici che possono indicare con certezza quali siano i funghi da consumare o quelli tossici sono gli Ispettorati micologici delle Asl. In caso di dubbio, e' assolutamente necessario astenersi dal consumare miceli, anche se di aspetto gradevole: tinte tenui, invitante odore di farina.

E per cautela va buttata tutta la massa raccolta. ansa

Dal vento l’energia per tutto il pianeta

L'energia del vento potrebbe sostenere le richieste dell’interno pianeta. A rivelarlo la ricerca, condotta da Kate Marvel del Lawrence Livermore National Laboratory, in California, pubblicata su Nature Climate Change. Un modello climatico stima la quantita' di energia che potrebbe essere generata dalla superficie, circa 400 terawatt (TW) e in alta quota, 1.800 TW, tenendo in considerazione i soli limiti geofisici. Mentre il fabbisogno energetico attuale della Terra si attesta attorno ai 18 TW. L'energia eolica, una fonte primaria di energia elettrica ad emissioni quasi zero, e' storicamente estratta dalle turbine poste sulla superficie, ma i venti ad alta quota, le correnti a getto, sono generalmente piu' stabili e più veloci. ''Per ipotizzare i limiti sulla quantita' di energia cinetica che può essere estratta dall'atmosfera, abbiamo considerano solo il caso ideale in cui la distribuzione della trasformazione venisse effettuata in modo uniforme'', commenta Marvel. ''Abbiamo dimostrato che quantità equivalenti di energia estratta hanno conseguenze diverse per il clima della Terra e sulla circolazione in generale – prosegue – se ottenute sulla sola superficie o in tutta l’atmosfera''. Secondo i ricercatori future ricerche fisseranno dei limiti geofisici per l'estrazione di energia eolica in contesti piu' realistici. ''Tuttavia, sembra che il futuro dell'energia eolica sara' determinato da vincoli economici, politici e tecnici, piuttosto che da limiti geofisici globali''. (ANSA).